domenica 5 gennaio 2014
Storie di donne: Rosa Parks
Dicembre del 1955, a Montgomery (capitale dell’Alabama), Rosa, sarta afro-americana, stava tornando a casa in autobus e, poiché l'unico posto a sedere libero si trovava nella parte davanti del mezzo, quella riservata ai bianchi, andò a sedersi lì. Poco dopo salirono sull'autobus alcuni passeggeri bianchi, quindi il conducente James Blake le ordinò di alzarsi, cedere il posto a un bianco e andare nella parte riservata ai neri, come imponeva il regolamento. Rosa però si rifiutò di lasciare il posto a sedere e spostarsi nella parte posteriore del pullman: stanca di essere trattata come una cittadina di seconda classe (per giunta costretta anche a stare in piedi, visto che di posti a sedere non ce n'erano) rimase al suo posto. Il conducente fermò così l'automezzo, e chiamò due poliziotti per risolvere la questione: Rosa Parks fu arrestata e incarcerata per condotta impropria e per aver violato le norme cittadine. Da allora è conosciuta come "the woman who didn't stand up" ("la donna che non si alzò").
Quella notte, cinquanta leader della comunità afro-americana, guidati dall'allora sconosciuto pastore protestante Martin Luther King, si riunirono per decidere le azioni da intraprendere per reagire all'accaduto, mentre c'erano già state le prime reazioni violente: il giorno successivo incominciò il boicottaggio dei mezzi pubblici di Montgomery, protesta che durò per 381 giorni; dozzine di pullman rimasero fermi per mesi finché non fu rimossa la legge che legalizzava la segregazione. Questi eventi diedero inizio a numerose altre proteste in molte parti del paese.
Nel 1956 il caso della signora Parks arrivò alla Corte Suprema degli Stati Uniti che decretò, all'unanimità, incostituzionale la segregazione sui pullman pubblici dell'Alabama.
Da quel momento, Rosa Parks divenne un'icona del movimento per i diritti civili.
Rosa Parks Image by Pedraw @ www.pedraw.com
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8 commenti:
Quanta umiliazione hanno subito le persone di colore, molti passi avanti sono stati compiuti, da allora ad oggi il posto di prestigio è occupato da un nero il presidente Obama. Bisogna combattere per far riconoscere i propri diritti e purtroppo in molti stati ancora vi è emarginazione per alcune categorie di persone, specialmente quelle femminili.
Molto, molto interessante, non conoscevo questa storia.
Buon anno, cara, un abbraccio.
annamaria
Ciao Annamaria! sì, nemmeno io conoscevo questa storia, per questo ho deciso di postarla: è sempre bello sapere cose nuove, no? specialmente se si tratta di argomenti e storie di persone che possono interessare molta gente. Grazie per il tuo feed-back positivo, un abbraccio!
L'Alabama è stato davvero un paese terribile per quanto riguarda razzismo e segregazione, credo si possa definire uno degli ultimi capisaldo degi Stati Uniti in questo senso.
Quella donna ha dato un grande esempio, un esempio che è iniziato da Gandhi e procede tutt'oggi con persone che rivendicano i propri diritti senza fare uso di armi.
Un caro saluto e anche qui un augurio di buon 2014 :-)
www.wolfghost.com
Ciao Macy!
Non ero a conoscenza di questo fatto accaduto anche se è sufficiente guardarsi intorno per vedere le ingiustizie che ogni giorno sono presenti,molti nemmeno se ne accorgono o fanno finta di niente perché per loro è la soluzione più facile
Ognuno di noi ha il diritto di essere rispettato,purtroppo per le persone di colore da sempre c'è questa differenza di rispetto,insulti e quant'altro sono costretti a subire,che enorme ingiustizia siamo tutti uguali,nel colore e nelle tradizioni che variano da popolo a popolo ma quanta fatica per fare capire troppi ignoranti ottusi esistono
Scusa lo sfogo eh,ma quando vengo a conoscenza di certi fati accaduti mi si accendono le lampadine e non sono quelle del Natale eheheh
Un abbraccio grande.Bacio socia
Ciao Wolf, sì hai ragione, anche se io ora credo che il problema del razzismo sia molto alleviato ai giorni nostri (rispetto ad allora) anche se sicuramente molto c'è ancora da fare...
Una bella "tipina" questa Rosa, no?
Grazie per la visita, un salutone!
Ciao socia! sù, dài, non ti arrabbiare, anche se ti capisco e condivido, come saprai, tutto quel che dici. Però insomma noi donne "qualcosina" per i problemi sociali l'abbiam fatta, no? ed io son già contenta di questo. Pensa, già allora, che coraggio ha avuto questa sartina che sì, aveva un marito che si occupava di problemi sociali, ma lei comunque era, che ne so, tipo una come noi...scusate, ma sono "troppo" orgogliosa di essere donna, in questi casi! un bacionissimo, bijou!
BloodyMacy: Storie di donne: Rosa Parks
BloodyMacy: Storie di donne: Rosa Parks
Ciao si sta utilizzando la mia immagine senza il mio consenso, Rosa Parks illustrazione ©,
Si prega di rimuovere o accreditare l'immagine con il nome dell'autore "Pedraw" e un link al mio lavoro:
www.pedraw.com
www.facebook.com/PedrawArtpage
Ciao Pedro, grazie per la segnalazione e grazie per lasciarmi usare la tua bella immagine, spero che il credito vada bene così.
Un salutone!
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